LINGUAGGI VISIVI

LINGUAGGI VISIVI

Linguaggi Visivi, il format ideato dalla creatività di Anna Maria Gallo, store manager e blogger dalla pluriennale esperienza nel campo della moda, cresciuta tra danza e teatro, ha iniziato il suo tour!

Dopo là vernissage tenuta a Lavello, presso lo STORE DAMATO, prendono vita appuntamenti nelle boutique di moda più trend e all’avanguardia.

L’abito e il trucco vengono analizzati come linguaggi visivi. Un percorso narrativo tutto da scoprire.

L’imperativo è forte: Spogliamoci da aspettative sociali, ruoli imposti, “copioniestetici (come dovrei vestirmi / truccarmi); arriviamo all’essenza: Chi sono, Come mi sento, Cosa voglio comunicare. 

L’abbigliamento  e il  trucco come atto identitario, una lettura di noi stessi dall’esterno, all’interno.

Un vero e proprio “codice della personalità, un alfabeto interiore, una palette emotiva.

Un talk esperienziale , intimo, profondo, che ha trovato riscontro positivo da parte delle donne che oggi scelgono consapevolmente di non voler appartenere alla filiera dell’acquisto rapido e compulsivo, tipico dei centri commerciali e non vogliono farsi trascinare da modelli di vendita veloci e impersonali, priva di consulenza, relazione e scambio a cui spesso ci spinge l’acquisto online.

Un percorso che porta alla consapevolezza che l’ abito non serve a nascondere, correggere o uniformare, ma a raccontarsi, a sostenere e ad amplificare.
Il fine non è essere viste, ma riconoscersi.

Personal stylist e truccatrici diventano traduttrici dell’anima, lettrici di volti e di corpi.

Il viso funge da mappa emotiva, il trucco intensifica ma non copre e l’abbigliamento diventa scelta consapevole, non banale automatismo.
La differenza tra vestirsi- truccarsi per piacere e vestirsi- truccarsi per raccontarsi. 

Quando abito, trucco e personalità parlano la stessa lingua, raccontano una veritàSe uno dei tre è incoerente, il messaggio si perde, invece quando questi sono allineati, la persona arriva prima ancora di parlare.

Abiti e trucco costituiscono la nostra integrazione psicosociale sul piano comunicativo e relazionale con se stessi prima ancora che con gli altri. Sono la parte più esteriore ma non meno identitaria del nostro linguaggio visivo, del nostro modo di essere, di relazionarci e di comunicare col mondo esterno e con gli altri.

Se antropologicamente l’atto di vestirsi e di truccarsi era legato a necessità fisiologiche, come proteggersi dalle intemperie, o da bisogni socio religiosi, come assolvere delle funzioni religiose o di comando, oggi questa pratica diviene forma espressiva identitaria, tratto distintivo di quel passaggio dalla preistoria alla storia dell’umanità, dove civilizzazione significa anche innanzitutto coscienza di sé, della propria identità psicofisica.

Nella società moderna, dunque “vestirsi” non significa solo “coprirsi”  quanto piuttosto completare la propria momentanea espressività esteriore relativamente al mondo esterno.

Il vestirsi e il truccarsi diventano  azione complessa che non può e non deve mai prescindere dai nostri bisogni, dal nostro stile e dai nostri obiettivi che deve assecondare le nostre esigenze mediando il nostro gusto estetico con quello del contesto; tutto deve essere sempre riconducibile all’intima essenza del nostro IO.

Una vera fashion therapy , una terapia attraverso la moda.

Abbigliamento, stile e immagine personale come strumenti per migliorare il benessere emotivo e psicologico di una persona.

Vestirsi in modo consapevole può aiutare a stare meglio nel rispetto di come ci sentiamo, usando colori, forme, tessuti e stili per rafforzare autostima e identità, migliorando il rapporto con il proprio corpo  comunicando chi sei  o chi vuoi diventare.

Questo talk può aiutare in situazioni di bassa autostima, di cambiamenti importanti come un nuovo lavoro, una maternità o una separazione, superando l’ ansia sociale, la difficoltà ad accettare il proprio corpo facendo  ritrovare sicurezza e motivazione


PARTE ESPERIENZIALE DEL TALK

L’Analisi parte da una riflessione: “Come vogliamo sentirci e non come vogliamo apparire, cosa vogliamo comunicare.”

Una vera azione che mira a mettere a nudo, prima ancora di vestire  le donne, ovvero le clienti, che ancor prima di acquirenti sono persone con una propria storia,  un proprio vissuto e personali obiettivi .

Si comincia da un dialogo sulla propria storia e sulle emozioni, da una analisi dei capi, dei tessuti , dei colori e delle  texture che rappresentano chi si sentono oggi, costruendo uno stile che rispecchi la persona.

La selezione di tessuti, colori e accessori non è casuale; è guidata da uno specifico simbolismo visivo che traduce le emozioni e le idee in forme tangibili. 
Ogni elemento del nostro abbigliamento trasmette significati che vanno oltre la semplice estetica. 
Ecco perché la scelta parlerà sin da subito del sé e del proprio modus facendi.
La scelta di un particolare outfit diventa un atto di affermazione individuale, portando con sé un carico di storia e di significato personale. L’abbigliamento riflette anche l’evoluzione del pensiero e dei valori di una comunità. Cambiamenti nel modo di vestire possono segnalare trasformazioni culturali, evidenziando questioni di genere, politica o sostenibilità.
La moda diventa quindi un mezzo di dialogo e di critica, dando voce a temi rilevanti e contemporanei.

Nella dimostrazione verranno dati  accessori, cinture, giacche, collane, e verrà chiesto loro di sentirsi libere di  indossarle come vogliono.

Ognuna di loro indosserà e interpreterà a modo suo, in maniera differente, facendo emergere un tratto distintivo.
Ognuna di loro avrà dunque un suo linguaggio visivo personale.

Ed è questa l’unicità e l’irripetibilità.

Ogni persona creerà una narrativa unica, che parlerà della sua personalità attraverso l’abbigliamento.

Una truccatrice esperta dovrebbe capire già  dalla scelta dell’abito  parte dell’ IO PROFONDO della cliente. Dovrà leggerne stile, personalità ed obiettivi e con il Trucco andrà solo a rafforzare quel messaggio. Nasce uno scambio intimo, molto profondo, che insegna a riconoscersi e a riconoscere l’altro.

La cura nel selezionare i capi adatti riflette un desiderio di benessere psicologico, un'impronta di identità personale e una ricerca costante di armonia tra ciò che si indossa e il Sé interiore.

Quindi l’ abbigliamento sempre più non solo come elemento estetico, ma terapia con potenzialità trasformative. 

Oggi sentiamo sempre più parlare della neurofashion, l’ intersezione tra moda, psicologia e neuroscienze, che ci aiuta a  comprendere il ruolo dell’abbigliamento  nell'esprimere e plasmare il nostro benessere emotivo e come questo influenzi l'autopercezione e le interazioni sociali.

Ogni capo può essere considerato un pezzo del mosaico che compone la nostra immagine pubblica, con un impatto diretto sulla costruzione dell'identità individuale e sull'interscambio sociale, fondamentale per il senso di appartenenza.

In conclusione, tradurre la propria personalità in uno stile di abbigliamento distintivo è un viaggio emozionante e personale che richiede tempo, sforzo e autoconsapevolezza. Attraverso l’autenticità, la sperimentazione, l’ispirazione e l’aiuto che la consulenza di immagine può darci possiamo creare un look che rifletta veramente chi siamo e ci faccia sentire fiduciosi e belli in ogni occasione. Ricordate sempre di essere fedeli a voi stessi, di indossare con orgoglio ciò che vi rende unici, e di non forzarvi mai ad indossare capi in teoria anche valorizzanti, ma che non vi piacciono e non vi appartengono stilisticamente.

 


 

 

 

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